LA MARCIA MAPUCHE CONTRO LA RIFORMA DELLA LEGGE SULLE TERRE A RIO NEGRO

Organizzazioni e comunità hanno marciato e si sono riunite in presidio di fronte al palazzo del Governatore rionegrino. Occupazioni nella municipalità di El Bolsón e manifestazioni in rifiuto al nuovo codice di terre.

Due colonne provenienti da Bariloche e Catriel sono arrivate alla capitale provinciale e, dopo una cerimonia sulle rive del río Negro, nella zona nord del lungofiume, si sono concentrate nel quartiere San Martin per poi sfilare nelle strade della capitale.

Nuovamente v’è stato un’imponente spiegamento di polizia, tanto fuori dalla Casa de Gobierno come davanti agli edifici pubblici della città.

Nella mobilitazione è stato criticato il governo provinciale come promotore della riforma alla Legge sulle Terre che – come è stato denunciato – giova ai capitali stranieri, agli affaristi immobiliari ed alle imprese petrolifere, favorendo i progetti estrattivi. Contemporaneamente, sono stati segnalati i casi di tentativi di lottizzazione nella pampa di Ludden, vicina al cerro Perito Moreno a El Bolsón, ed i progetti immobiliari di Joe Lewis, “amico del presidente Mauricio Macri, avallati dal governatore Alberto Weretilneck.”

“Marciamo per difendere i nostri territori”, è stato uno degli slogan più ascoltati, oltre a confrontare la nuova legislazione provinciale sulle terre, vicina all’emanazione, con la Campagna del Deserto.

Allo stesso tempo, comunità ed organizzazioni sociali hanno occupato pacificamente per due giorni la Municipalità di El Bolsón,sede dell’attività del contabile di Joe Lewis, l’Intendente filogovernativo Bruno Pogliano.

Al rispetto, Elisa Ose della comunità mapuche Las Huaytecas ha manifestato il suo ripudio al nuovo codice di terre, ed il rifiuto alla continuità della “Conquista del Deserto” dichiarata apertamente dal ministro dell’educazione Esteban Bullrich. Allo stesso tempo ha espresso il suo ripudio alla persecuzione ed alla criminalizzazione delle rivendicazioni territoriali,descritte dal deputato del PRO Sergio Wisky come atti di “terrorismo” ; pronunciandosi anche per l’espulsione dal territorio dei latifondisti.

La derogazione della Legge provinciale sulle terre N° 279 è fondamentale per includere nuove categorie, classificando la terra rurale per l’uso minerario, turistico, energetico, industriale ed altri, aprendo la possibilità a grandi programmi di investimenti che non sono vincolati con lo spirito della legge 279, la quale ha come base sociale la produzione agricola e zootecnica.

Il nuovo codice di terre stabilisce chiaramente un profilo mercantilista rispetto alla proprietà della terra, con rischi di sgomberi delle situazioni irregolari, rifiutando tanto la funzione sociale della terra e l’uso come bene comune.

La nuova legge stabilisce come autorità la Direzione di Terre, un’ organo che negli ultimi anni ha visto numerosi casi di illegalità e corruzione,che hanno facilitato la consegna di ricchi territori a conosciuti latifondisti, tra i quali spiccano Joe Lewis e Nicolás van Ditmar..

Il vice governatore Pedro Pesatti, del Frente para la Victoria, non ha voluto ricevere né i manifestanti, né il testo di rifiuto del codice di terre provinciale.

Per evitare che la borghesia padrona del potere politico trasformi la terra in una mercanzia immobiliare, è necessario avanzare verso il controllo delle decisioni sull’uso del territorio da parte dei lavoratori rurali, le organizzazioni sociali, i popoli originari e le cooperative agricole e zootecniche

Fonte: La izquierda diario

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