MAPUCHE UCCISI DURANTE LA “DEMOCRAZIA CILENA”

Peñi e Lamngen (fratelli e sorelle-ndt) assassinati da poliziotti militarizzati, insieme a mercenari dell’imprenditoria cilena.

Questo è un tentativo di mantenere presenti nella memoria di un popolo i nostri peñi e lamngen assassinati in quella che potrebbe essere una terza invasione poliziesco-militare e capitalista-estrattivista all’ancestrale wallmapu.

1. Jorge Antonio Suárez Marihuan (11 dicembre 2002, 27 anni)

Fratello di Segundo Suárez, Lonko (rappresentante politico-ndt) di Malla Malla dell’Alto Bío Bío. Jorge Suárez morì in circostanze sospette, il suo corpo fu ritrovato sulle rive del fiume Queuco, alcuni giorni dopo la sua scomparsa. Come scritto dal medico forense, la causa della morte non fu l’immersione, bensì lesioni provocate da terzi. D’accordo con quanto raccontato dalla famiglia, un’ individuo non identificato, presumibilmente un’agente dell’intelligence di polizia, avrebbe consegnato denaro a due coloni del settore per portare a termine l’eliminazione di Jorge, che sarebbe stata occultata da una morte provocata da uno stato di ebbrezza. Tuttavia, le testimonianze riferiscono di un’aggressione che avrebbe provocato la morte di Suárez Marihuan ed in seguito il suo corpo sarebbe stato gettato nel fiume. Questo omicidio sarebbe stata una rappresaglia per l’atteggiamento del dirigente di partecipare attivamente a processi di recupero di terre e bloccare gli investimenti delle imprese energetiche nella zona della Valle del Queuco nell’Alto Bío Bío.

2. Edmundo Alex Lemun Saavedra (12 novembre 2002, 17 anni)

Giovane mapuche, muore dopo cinque giorni d’agonia, causata dall’impatto di una pallottola nella testa, sparata dal maggiore di Carabineros Marco Aurelio Treuer, durante la recuperazione di terre nel fondo Santa Alicia, Ercilla. Sebbene fosse l’unico processato dalla giustizia militare, il caso fu archiviato nel 2005.

3-4. Fratelli Pehuenche Agustina e Mauricio Huenupe Pavian (13 Luglio 2002)

Uccisi da privati cittadini in complicità con organismi dello Stato. Agustina e Mauricio Huenupe Pavian, entrambi dirigenti Pehuenche della comunità di Kauñiku,Cajón del Queuco, Alto Bio Bio,conducevano il processo di recupero di territorio nel Luglio 2002, usurpato fino al 2008, dai privati Esquerré,Poblete e Pulgar.

Antecedenti all’evento accaduto ai nostri fratelli dirigenti:

Il 12 Luglio 2002, la dirigente Agustina e Mauricio Huenupe Pavian, sorpresero una coppia di coloni che li puntavano con una carabina,i fratelli li fermarono, riuscendo uno di questi aggressori, Feliciano Cruces, a scappare; l’altro Raúl Poblete fu interrogato dai dirigenti per sapere chi aveva ordinato loro di perseguirli. Il Colono raccontò : “Si pianifica un’attacco contro i pewenches che stanno recuperando le terre nel fondo San Luis,settore Kauñicú, per questo attacco armato il comando è a carico delle famiglie Pulgar, Cruces, Poblete tra le altre partecipanti. Le armi a disposizione sono rivoltelle, fucili, faretti ed altri strumenti sofisticati…”

La dirigenza mandò a chiamare carabineros al posto di controllo di Queco, per consegnare loro il colono Poblete. Carabineros raggiunsero il settore detenendo Poblete , i fratelli Agustina e Mauricio insieme alla moglie Francisca Pavian accompagnarono carabineros per realizzare un sequestro d’armi in diverse abitazioni del settore, ad eccezione della famiglia Pulgar perchè sul posto v’era un funzionario d’investigazioni di cognome Claramun che dopo aver mostrato il tesserino, impedì a carabineros di svolgere le loro operazioni.

Sabato 13 Luglio, Agustina e Mauricio,su suggerimento di carabineros di Queuco, raggiunsero Santa Barbara per informare il Tribunale di quanto accaduto, ma non fu possibile poichè gli uffici erano chiusi. Bisogna segnalare che durante l’andata, la permanenza ed il ritorno furono costantemente perseguiti e minacciati da persone contrarie al recupero di terre.

Mentre ritornavano i dirigenti, carabineros visitarono il fondo San Luís (dove si recuperava il terreno) per informarsi su tutti i dati personali di ognuno dei membri,inclusi bambini ed anziani, che si trovavano nella recuperazione, situazione che per la dirigenza risultava poco chiara. Attorno alle 22:30 cominciò l’attacco contro le persone che lì si trovavano. Gli aggressori erano oltre 90 individui armati ed i membri della recuperazione circa 20, tra i quali 10 bambini tra i 6 ed i 7 anni d’età. Le pallottole ed i pallini giunsero mentre i bambini ascoltavano epew (favole-ndt) ed i dirigenti dormivano dopo la stanchezza del viaggio. Le altre persone entrarono nell’abitazione dove si trovavano i dirigenti, i bambini si nascosero sotto i materassi mentre gli aggressori gridavano “vi bruciamo” “vi ammazziamo” “vi violentiamo”.

Cominciarono a sparare sulla casa ed entrarono dalla finestra, picchiarono Mauricio e lo finirono a colpi di pistola, la gente cominciò a scappare per poter salvare la propria vita, tra loro Agustina che ad alcuni metri della casa fu raggiunta ed assassinata, si accanirono su di lei mozzandole i seni e defecando sul suo corpo. Mentre il resto delle persone e bambini colpiti fuggivano in differenti direzioni. Una figlia del dirigente Mauricio Huenupe, di soli 7 anni , vide carabineros ed avvisò la madre (Francisca Pavian) che assentì considerandolo un buon segno… ma carabineros, che si trovavano su un pick-up passarano sulla strada, stazionarono a poca distanza con le luci spente e non intervenirono.

Barbara Huenupe, minorenne di 17 anni scappando terrorizzata col corpo ed i vestiti insanguinati, si incontrò con carabineros a cui chiese di aiutare il resto della gente e questi gli risposero “ma se era quello che volevate voi”. Negandole soccorso- nel suo stato di disperazione – chiese loro che la uccidessero o infine la portassero da suo nonno Bernardino Huenupe, richiesta dopo la quale la fecero salire sul cassone del pick-up e la portarono al settore di Kauñicú.

I parenti stretti di chi partecipava nel recupero di terre nel fondo San Luis, alle 3 di notte cominciarono a chiamare ovunque, ai posti di controllo di Trapa Trapa, di Ralco e di Queuco, (distanti oltre 4 km dal luogo) senza ottenere risposta, quella notte tutti fecero i sordi nemmeno le radio delle stazioni di polizia funzionarono. Il giorno dopo, verso mezzogiorno si presentarono carabineros affermando che non sapevano nulla di quanto accaduto.

Fino ad oggi dopo sei lunghi ed angustianti anni del processo legale non è stata chiarita la verità, rimanendo quanto successo nella più assoluta impunità” (Werken Pedro Suarez Marihuan,Alto Bio Bio, dirigente, marito e cognato delle vittime).

Nota: tutti gli antecedenti constano nei Tribunali di Giustizia Cilena.

5. Julio Alberto Huentecura Llancaleo (26 settembre 2004, 30 anni)

Mapuche nato a Santiago, fu fermato nella città di Osorno e portato all’Ex Penitenziario di Santiago, al non riconoscere il suo carattere di Prigioniero Politico fu recluso insieme a detenuti comuni. Ucciso nel pomeriggio di domenica 26 Settembre 2004, Julio fu attaccato da altri detenuti in una rissa nella quale, senza motivo, ricevette alle spalle una pugnalata nel cuore, ferita che gli causò una morte quasi istantanea. Il giovane era stato processato per diverse cause nel quadro del conflitto Mapuche, dovendo passare la Prigione Politica nelle carceri di Temuco, Nueva Imperial, Osorno e Santiago.

6. Xenón Alfonso Díaz Necul (10 ottobre 2005, 16 anni)

Giovane mapuche, muore travolto da un camion per il trasporto del legno che investì un blocco stradale pacifico che si realizzava all’altezza del viadotto del Malleco, Collipulli, in protesta per un attentato contro simbologie ed elementi culturali mapuche, da parte di guardie forestali dell’impresa Mininco. Nessuno è stato processato per la sua morte.

7. José Huenante Huenante (3 settembre 2005,16 anni)

Giovane lavoratore mapuche ,è scomparso dal 3 settembre 2005, dopo aver partecipato a scontri con Carabineros. Secondo testimoni, José sarebbe stato fatto salire su una pattuglia del 5°

Commissariato di Puerto Montt, dopo cui se ne perdono le tracce. I Carabineros Juan Altamirano, Patricio Mena e César Vidal, furono formalizzati per il delitto di sequestro e sottrazione di minore e licenziati dopo procedimento amministrativo, verificandosi una serie d’irregolarità il giorno della sparizione.

8. Juan Collihuin Catril (29 Agosto 2006, 71 anni)

Lonko mapuche, morì nel suo domicilio vicino a Nueva Imperial, per una pallottola sparata dal Sergente Juan Mariman. Secondo l’Osservatorio Cittadino, l’incursione della polizia fu irregolare non contando sull’autorizzazione del comando corrispondente. La Procura Militare si fece carico del caso, assolvendo Mariman, che era stato accusato di torturare il lonko dopo averlo arrestato nel marzo 1987.

9. Matías Valentín Catrileo Quezada (3 gennaio 2008, 22 anni)

Giovane mapuche e studente di agronomia nell’Università della Frontiera, morì il 3 gennaio 2008, quando partecipava ad un’occupazione della proprietà Santa Margarita,Vilcún. La sua morte fu causata dal uno sparo che realizzò il capo 2° Walter Ramírez Inostroza, con un mitragliatore, e che ricevette nella schiena. “La Giustizia Militare cilena condannò a 3 anni ed 1 giorno di controllo amministrativo tramite firma mensile il carabinero Walter Ramírez per l’omicidio del weichafe Matías Catrileo.”

10. Johnny Cariqueo Yañez (31 marzo 2008, 23 anni)

Muore a causa di lesioni provocate da Carabineros che lo portano moribondo ad un pronto soccorso. Giovane anarchico, morì per un’attacco cardiaco, dopo essere rimasto detenuto nella 26ª commissariato di Pudahuel. Nel Commissariato, e constatate le lesioni, i detenuti sarebbero stati picchiati ed obbligati a fare flessioni ed altri esercizi. Questo, nonostante i costanti avvisi di Cariqueo sul suo problema cardiaco ed aver affermato che sentiva forti dolori al petto. Fu portato al pronto soccorso di Pudahuel dove gli somministrarono un’iniezione ed ossigeno, al solo scopo di ritornare al Commissariato per ricevere altre percosse. Liberato la domenica nel pomeriggio, muore all’alba del giorno seguente.

11. Jaime Facondo Mendoza Collío (12 agosto 2009, 24 anni)

Comunero mapuche ucciso dopo l’occupazione del fondo San Sebastián, Ercilla, Regione dell’Araucanía. In quell’occasione, trovandosi disarmato, Mendoza Collío ricevette l’impatto di un proiettile nella schiena che gli uscì dal torace, effettuato dal carabinero delle Forze Speciali Miguel Jara Muñoz, secondo l’autopsia praticata al corpo nel Servizio Medico Legale di Angol e la successiva perizia effettuata dal Laboratorio Criminale della Polizia d’Investigazione. Il caso si trova in attesa di sentenza.

12. José Marcelo Toro Ñanco (novembre 2009,35 anni)

Si suicida a causa della persecuzione della procura. La Comunità Wente Winkul Mapu di Chekenko,di cui José era membro comunica che il peñi veniva accusato del furto di legna, minacciato dal pubblico ministero di essere condannato a 15 anni di prigione. A ciò va aggiunta il costante monitoraggio e persecuzione poliziesca che colpì profondamente nostro fratello con il tragico epilogo che tutti conoscono. José Marcelo Toro Ñanco aveva 35 anni e lascia tre bambini.

13. Rodrigo Elicer Melinao Licán (6 agosto 2013, 27 anni)

Al momento del suo omicidio Rodrigo aveva 27 anni, 4 figli ed era un riconosciuto dirigente mapuche appartenente alla Comunità Los Lolocos, Comune di Ercilla. Il suo corpo senza vita fu trovato nell’Appezzamento nº 6, Settore Chihuaihue, morto per l’impatto di pallini da caccia nel torace. Non fu possibile accorrere in suo aiuto ed il corpo fu incontrato il giorno dopo, supino sotto la pioggia, senza nessun’altra traccia che i colpi nel torace, sparati a breve distanza. Il certificato di morte segnala come causa del decesso: “Traumatismo toracico provocato da ferita di fucile/omicidio.”

14. Nicolasa Quintremán Calpán (24 dicembre 2013, 74 anni)

La “Ñaña” (in mapudungun denominazione d’affetto e rispetto per una donna d’età adulta che può essere nonna-ndt) fu trovata morta in circostanze sospette nel bacino artificiale del lago Ralco, dov’è collocato il progetto idroelettrico dell’impresa Endesa contro il quale insieme alla sorella Berta lottò negli anni ’90. Anche le perizie del Servizio Medico Legale stabilirono che le lesioni che presentava erano compatibili con ferite causate da una caduta, concordando con la tesi preliminare dell’incidente. Ipotesi che per i parenti e chi la conosceva sembra sospettosa poiché la ñaña aveva dimestichezza con i cammini e sentieri della zona, i quali percorreva frequentemente.

15. Victor Manuel Mendoza Collío (30 ottobre 2014, 46 anni)

Peñi membro della comunità Requem Pillán, Ercilla, secondo informazioni della procura Víctor Mendoza Collío si trovava in serata all’interno della sua abitazione quando due persone non identificate, bussarono alla porta ed all’aprire, gli spararono contro da pochi metri. Víctor Mendoza Collío morì a cauas di una ferita di fucile nella zona della clavicola sinistra. La vittima era parente di Jaime Mendoza Collío, ucciso 5 anni prima da un funzionario di polizia durante il recupero del Fondo San Sebastián.

16. José Mauricio Quintriqueo Huaiquimil (1 ottobre 2014, 32 anni)

Il weichafe mapuche José Mauricio Quintriqueo Huaiquimil morì assassinato in un processo di riconoscimento e recupero territoriale. Durante la mattina di quel fatidico mercoledì, 40 mapuche entrarono nel fondo Nilpe, comune di Galvarino, regione delL’Araucanía. Secondo il peñi José Naín, dirigente molto conosciuto nella zona ” il conducente di un trattore,insieme ad altri lavoratori agricoli, si scagliò contro i nostri fratelli mapuche investendo José che morì.”

“La proprietà era stata recuperata da due mesi senza registrare incidenti dalla comunità Nilpe 2 e v’erano stati approcci con la Conadi (Corporazione Nazionale di Sviluppo Indigeno-ndt) per acquisire il terreno. In questo contesto, con un gruppo di peñi mapuche siamo entrati nel fondo per misurare gli ettari in causa, quando fummo attaccati da un gruppo di lavoratori del fondo che via Woki tokee ricevevano istruzioni dal loro padrone.”

17. Macarena Valdés Muñoz (22 agosto 2016, 32 anni)

Il pomeriggio di lunedì 22 agosto 2016 nel settore di Tranguil, Panguipulli, fu trovata morta – dal figlio di 11 anni – Macarena Valdés. il corpo era impiccato. Secondo il racconto di parenti e vicini tentarono di farlo passare per suicidio, ma la vertebra cervicale non s’era rotta,che è quanto dovrebbe succedere quando qualcuno si impicca. “Si produce la rottura della vertebra cervicale e la persona muore istantaneamente. Se non è accaduto con Macarena, è perché fu uccisa prima di essere impiccata”, spiega Marcelino Collío, dirigente politico mapuche e suocero di Macarena. ” Domenica l’hanno minacciata lavoratori di RP Global, lunedì fu assassinata ed il martedì l’impresa comincia le sue installazioni”, dichiara Rubén Collío,werken e marito di Macarena, “Il Tenente Francisco Sanchez dopo l’omicidio entrò nella casa, ci disse che non potevamo rimanere e vedemmo come alterava il luogo dei fatti, le cose che lì erano presenti. Nella cartella d’indagine della Procura il Tenente non risulta come testimone presente, fu dichiarata la presenza di un capo con rango inferiore che non si trovava sul posto. Ci sono troppe irregolarità che fanno sospettare che vogliano occultare qualcosa. Quando denunciammo l’assassinio di Macarena lo facemmo per indagare i fatti in forma imparziale ed obiettiva, per incontrare i responsabili. RP Global da subito incarica un’avvocato per difendere l’impresa, ancor prima che le indagini abbiano prodotto risultati”. La famiglia deduce che stanno facendo tutto il possibile per proteggersi da indagini che possano determinare la loro responsabilità nel crimine.

18,19. Patricio Gabriel González Guajardo (23) e Luis Humberto Marileo Cariqueo (24) (10 giugno 2017)

Sono stati uccisi nel pomeriggio di sabato 10 giugno nel fondo El Encino,Los Sauces, dall’ex carabinero Ignacio Gallegos Pereira. I due giovani – accompagnati da tre amici – sarebbero arrivati sul luogo per reclamare alcuni cavalli di proprietà di Luis Marileo che erano stati visti nei recinti di Gallegos Pereira. Tuttavia la risposta dell’ex uniformato – secondo lavoratori del fondo, testimoni di quanto accaduto – è stata attaccare a colpi di fucile e pistola, assassinando i due giovani appartenenti alle comunità Lonkomawida e Cacique José Guiñon rispettivamente.

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