Il CAM rivendica il sabotaggio a Curanilahue e fa appello a continuare sul cammino della resistenza e della ricostruzione nazionale Mapuche

Fonte:

https://comitatocarlosfonseca.noblogs.org/post/2019/01/21/il-cam-rivendica-il-sabotaggio-a-curanilahue-e-fa-appello-a-continuare-sul-cammino-della-resistenza-e-della-ricostruzione-nazionale-mapuche/

Wallmapu / Mediante un comunicato pubblico inviato a www.werken.cl il Coordinamento delle Comunità Mapuche in conflitto Arauco Malleco rivendica l’azione di sabotaggio avvenuta all’alba del giorno 22 novembre nel comune di Curanilahue, settore di El Descabezado, appartenente alla Forestal Arauco; con un di saldo 3 macchinari e un container distrutti, inoltre, insieme ad altre espressioni di resistenza rivendicano anche altre azioni di sabotaggio.

Nella missiva fanno anche appello a continuare la lotta autonomista, contro il vero nemico che oggi è rappresentato dalle imprese forestali, dalla loro industria, dalla loro economia, le loro piantagioni, i loro macchinari, i loro camion e tutti i loro circuiti e metodi per la riproduzione del loro maledetto capitale di sfruttamento, così come di tutte le istallazioni che hanno, le centrali idroelettriche e gli altri investimenti capitalisti.

Terminano il comunicato alludendo al fatto che queste azioni si aggiungono ad altre che hanno portato avanti insieme ad altre espressioni di resistenza che ci sono state nell’ambito delle mobilitazioni e proteste per rifiutare l’assassinio del weichafe martire Camilo Catrillanca della comunità tradizionale Temucuicui. Vada il nostro fraterno saluto e accompagnamento alla famiglia e alla comunità.

Comunicado – CAM

Al nostro popolo nazione mapuche e all’opinione pubblica in genere, gli ORT del Coordinamento Arauco Malleco comunicano quanto segue:

– Kiñe (Uno): che rivendichiamo l’azione di sabotaggio avvenuta all’alba del giorno giovedì 22 novembre nel comune di Curanilahue, settore El Descabezado, appartenente alla Forestal Arauco; con un saldo di 3 macchinari e un container distrutti.

– Epu (Due): questa azione si aggiunge alle altre che abbiamo portato avanti insieme alle altre espressioni di resistenza che ci sono state nell’ambito delle mobilitazioni e proteste per rifiutare l’assassinio del weichafe martire Camilo Catrillanca della comunità tradizionale Temucuicui. Vada il nostro fraterno saluto e accompagnamento alla famiglia e alla comunità.

– Küla (Tre): che con questa azione riaffermiamo anche la nostra posizione come organizzazione mapuche autonomista e rivoluzionaria, che ha come principale nemico il capitalismo che opera indiscriminatamente nel nostro Wallmapu, e che si esprime nelle diverse politiche estrattiviste che depredano il nostro territorio e nell’imposizione a sangue e fuoco di un modello neoliberale amministrato dai diversi governi di turno.

– Meli (Quattro): a sua volta vogliamo criticare che i successivi governi di turno rappresentanti delle due destre economiche in questo paese, la destra imprenditoriale fascista e la destra concertazionista, al momento di difendere gli interessi dei potenti attraverso l’imposizione di politiche economiche esacerbatamente capitaliste, agiscono congiuntamente e non hanno fatto altro che aumentare lo storico conflitto tra lo stato coloniale cileno contro il nostro popolo nazione mapuche. Così possiamo intendere le persistenti politiche della garrota e della carota che vediamo sfilare di fronte alle legittime rivendicazioni di tipo politico e territoriale della nostra nazione mapuche.

Non perché oggi esiste un governo fascista di destra che difende ad oltranza la classe imprenditoriale, sarà legittima la posizione opportunista della Nuova Maggioranza e del Fronte Ampio che pretendono accompagnare la giusta lotta del nostro popolo. Alla nostra gente chiediamo di non lasciarsi ingannare, perché quando furono governo amministrarono proteggendo come lacchè gli interessi dei potenti contro la nostra nazione. In questo contesto, mettiamo in chiaro che il modo di agire codardo e impunito dei Carabinieri, oggi i cani del sistema, è per obbedienza allo stato oppressore e alla classe imprenditoriale impegnata nelle zone del conflitto.

– Kechu (Cinque): che di fronte all’attacco repressivo da parte dello stato criminale, faremo uso del legittimo diritto alla ribellione che è consacrato nei diritti fondamentali dei popoli che subiscono l’oppressione. È per quanto detto prima, che facciamo appello a tutto il nostro popolo nazione mapuche, ai settori più coscienti, organizzati e combattivi ad unirsi a un grande processo di resistenza e ricostruzione nazionale, il weichan mapuche, che sia portato avanti dalle organizzazioni più conseguenti nella lotta per il territorio e l’autonomia, così come dalle comunità in resistenza che veramente sviluppano il controllo territoriale e la resistenza all’estrattivismo.

– Kayu (Sei): quindi, facciamo appello a continuare la lotta realmente autonomista, contro il vero nemico del nostro popolo nazione mapuche, che oggi è rappresentato dalle imprese forestali, dalla loro industria, dalla loro economia, le loro piantagioni, i loro macchinari, i loro camion e tutti i loro circuiti e metodi per la riproduzione del loro maledetto capitale di sfruttamento, così come di tutte le istallazioni che hanno, le centrali idroelettriche e gli altri investimenti capitalisti. È per quanto detto prima, che sollecitiamo la militanza mapuche, pu peñi pu lamngen a farsi carico con serietà e con uno sguardo dall’alto del momento storico che ci convoca, a non abbandonare le comunità, a ritornare alle comunità, a ricostruire i lof attraverso il controllo territoriale, con lotta e lavoro, come lo faceva il nostro peñi Camilo Catrillanca, che morì lottando per la propria comunità, per il recupero territoriale e la ricostruzione del popolo nazione mapuche.

Pertanto, vi esortiamo a non partecipare alle istituzioni oppressore, per presuntamente accumulare forza mapuche, ad abbandonare immediatamente i partiti politici wingkas e del sistema. Su questa medesima linea, precisiamo di non essere d’accordo con le azioni incendiarie contro scuole e chiese all’interno delle comunità, le rifiutiamo energicamente  perché, da una parte, ci mettono anche contro la nostra stessa gente, che dobbiamo convincere ad unirsi al weichan attraverso il rafforzamento del rakiduam e del kimün mapuche, che permettano lo sviluppo delle vere capacità politiche, ideologiche e culturali con lo scopo della liberazione nazionale del nostro popolo.

In memoria di Alex Lemun, Matías Catrileo, Mendoza Collío e Camilo Catrillanca!

¡Amulepe taiñ Weichan! Fuori le imprese forestali e gli altri investimenti capitalisti dal territorio mapuche!

Nella lotta per il territorio e l’autonomia avanziamo nella liberazione nazionale mapuche!

Libertà per Daniel Canio e tutti i prigionieri politici mapuche!

¡Weiwaiñ – Marrichiwew!

23 novembre 2018

Werken Noticias

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