Il prossimo lunedì inizierà il processo contro Alberto Curamìl. Il Governo chiede 50 anni per il “Nobel Verde”

La prova principale che vincola il vincitore del Premio Goldman 2019 con l’assalto avvenuto a Galvarino è un testimone segreto, visto che non sono state trovate prove del DNA che lo collocano sul luogo dell’assalto. “C’è una persecuzione politica contro il Lonko,”, dice il suo avvocato Rodrigo Romàn.

Dopo più di un anno di prigione preventiva , il lonko Alberto Curamìl affronterà il processo per l’assalto alla Caja de Compensaciòn Los Heroes a Galvarino.

Nell’agosto del 2018 Curamìl, insieme ad Álvaro Millalén, furono arrestati per il loro presunto legame con questo caso, accaduto nell’aprile dello stesso anno. Sena dubbio, dopo più di un anno di indagini, le prove contro i due aprono molti dubbi. “Il lonko è innocente per tutti i carichi che gli vengono imputati. Lo vedremo nel processo, tutto si basa su una dubbia denuncia ricevuta dal Ministero degli Interni” afferma Rodrigo Romàn, suo avvocato.

Il difensore si riferisce ad una chiamata anonima ricevuta dal programma Denuncia Sicuro del Ministero degli Interni, avvenuta il 25 aprile 2018, un giorno dopo l’assalto. I questa telefonata, una persona anonima ha fornito dettagli sull’organizzazione dell’assalto e ha detto che Alberto Curamìl e Álvaro Millalèn erano coinvolti.

Senza dubbio, i rilevamenti genetici acquisiti dai Carabineros a Galvarino non sono di Curamìl ne di Millalèn. Secondo rodrigo Romàn, “c’è un mare di irregolarità nella perquisizione della casa di Alberto Curamìl , dato che ci fa rendere conto della seria possibilità di manomissione di prove . Queste hanno a che vedere , per esempio, col fatto che Labocar ha assunto le prove in loco più di venti minuti dopo che l’OS9 irrompesse in casa.

La figlia dell’attivista Mapuche, Belèn Curamìl , che recentemente è intervenuta davanti alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani (CIDH)di Washington per denunciare la situazione di suo padre, accusa che la sua famiglia è “vittima di un montaggio” e insiste che , insieme alla sua comunità e all’Alleanza Territorial Mapuche (ATM) spera “ che si garantisca un processo giusto, che i testimoni della Procura ci mettano la faccia, che il Governo moderi la sua posizione e che la stampa amica dei ricchi sia capace di dare la nostra versione”.

Per i quattro imputati del caso, tutti Mapuche, il Pubblico ministero chiede trent’anni di prigione, per l’assalto e il delitto di tentato omicidio ad un carabinero di servizio. Per Alberto Curamìl chiedono 46 anni, per il ritrovamento di diverse armi trovate in casa sua durante una perquisizione.

Il Governo del Cile – attraverso Intendenza dell’Araucanìa, che è querelante nella causa – chiede una pena di 5 anni per il “ Nobel Verde” in un processo che si celebrerà a poche settimane da che Santiago si converta nella Sede delle Nazioni Unite sul Cambio Climatico (COP) a Santiago. “La COP25 è un lavaggio di immagine verde, uno show mascherato da ambientalismo perché è finanziata dagli stessi che distruggono la terra: la Corporazione Cilena del legno (Croma), il Consiglio Minero, la Sofofa, l’impresariato e i sui interessi.” ha criticato Belèn Curamìl.

Chi è Alberto Curamìl?

Lonko del Lof Radalko, il cui ruolo è la trasmissione della conoscenza e la garanzia che tutta la sua gente abbia un accesso uguale ai fiumi e al bosco, Curamìl è stato la voce a difesa più grande , contro i porgetti e le centrali idroelettriche nel Rio Cautìn.

L’acqua dei fiumi è parte della nostra vita e una centrale non arreca nessun beneficio alle nostre comunità., anzi al contrario; porta solo un costo irreparabile per il medio ambiente. E se guardiamo al futuro, chi dovrà subirne le conseguenze saranno le generazioni che verranno dopo di noi, i nostri figli e figli dei nostri figli. E’ per questo che siamo in lotta “ ha detto nel 2015, di fronte alla minaccia della Centrale Idroelettrica Alto Cautìn.

Questi precedenti come difensori del medio ambiente lo hanno portato a essere premiato con il Premio Goldman a inizio di quest’ anno.

Fonte: https://www.eldesconcierto.cl/2019/10/16/este-lunes-comienza-juicio-contra-alberto-curamil-gobierno-pide-50-anos-de-prision-para-el-nobel-verde/

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