Bollettino settimanale n.4 della Cooridinadora 18 de Octubre

Il bollettino è in formato testo ma sotto potete ascoltarlo in formato Audio. Il materiale è condiviso e disponibile.

Bollettino settimanale numero 4

Libertà a tutti i prigionieri e tutte le prigioniere politiche

Settimana di lunedì 12 aprile

L’imprigionamento di per sé suppone un attacco diretto e gravissimo alla salute delle persone e di che impedisce lo sviluppo e la attività vitali per mantenere una salute fisica e mentale ottimale.

Questo spiega in gran parte il motivo per cui le carceri registrano una prevalenza di malattie sostanzialmente superiore alla media sociale. E’ qui che la fallacia del ‘recupero’ e della riabilitazione si manifesta con tutta la sua priorità. La prigione è una macchina del potere che cerca di perpetrarsi a partire dal castigo, la sofferenza e la morte.

E’ quindi incompatibile postulare che si possa preservare la salute fisica e psichica in una istituzione disegnata per produrre castigo e dolore.

Questa situazione si aggrava ancora di più se consideriamo le deficienti e inumane condizioni sanitarie che si vivono all’interno delle prigioni. L’abbandono sanitario deve essere considerato come un ulteriore ingranaggio nella macchina carceraria di tortura e castigo e le carenti e limitate condizioni di salute che ricevono i prigionieri e le prigioniere nelle carceri cilene e nelle sale di salute ambulatoriale ASA, sono un crudele riflesso di tutto questo, dove medici e personale sanitario assumono logiche e pratiche propri dei carcerieri e carceriere.

Nell’attuale contesto pandemico, la risposta della gendarmeria, assai lontana da generare misure basiche per la prevenzione sanitaria, è stato l’intensificazione di misure repressive verso la popolazione reclusa, evidenziando una situazione di maltrattamenti torture fisiche e una forte repressione in generale per cercare di mantenere il controllo all’intero degli istituti di pena a forza di botte colpi e castighi. L castigo sanitario cerca di esprimersi anche attraverso i corpi dei 9 compagni e compagne che dal 22 marzo sono in sciopero della fame . Gli viene estratto il sangue due volte alla settimana e ci sono faticosi trasferimenti verso ospedali penitenziari. Si cerca chiaramente di debilitare la salute dei nostri compagni e compagne e sottomettere le loro volontà di lotta.

Come coordinadora 18 de oct. abbiamo elaborato questo bollettino informativo settimanale nel quale si informa sulla condizione dei prigionieri e delle prigioniere arrestati per lottare e dare notizia dei fatti recenti che li riguardano e così fare concreta un incarico che abbiamo preso con forza in questa lotta per la libertà, chi si dimentica dei prigionieri e prigioniere si dimentica della lotta.

Attualizzazione delle condizioni dei prigionieri e delle prigioniere politiche:

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– Giovedì 8 aprile si è concluso il processo a carico di 4 compagni di San Antonio. Negli atti di chiusura il tribunale orale penale di San Antonio ha dichiarato colpevole Jordano Santander per il reati di tentato omicidio di un agente della PDI e di ricettazione e danni reiterati per un pena di 5 anni e 300 giorni.

Intanto Claudio Bravo, Patricio Alvarado e Jorge Hernandez sono stati condannati solo per i delitto di danni reiterati. Jorge e Patricio già erano agli arresti domiciliari in attesa del processo, mentre Claudio dopo la risoluzione, ha riacquistato la libertà lo stesso 8 aprile. La lettura della sentenza è stata martedì 13 aprile.

– Matias Andrade, prigioniero politico della rivolta, è stato processato e giudicato per l’incendio di una colonnina del pedaggio a Ovalle nel contesto dell’insurrezione popolare. E’ uscito in libertà lo scorso 7 aprile il tribunale orale penale di Ovalle lo ha condannato per delitti minori.

Lunedì è sto condannato a 300 giorni per disordini e 818 per tentanto incendio che sconterà in libertà vigilata.

– Josè Luis Ladra, dopo otto mesi di prigione preventiva è stata accolta la sollecitazione di cambio di misura cautelare con la quale o scorso 7 aprile Josè Luis è uscito per gli arresti domiciliari, in attesa che si legga la sentenza. E’ accusato di aver incendiato la Casa del governo di Melipilla. Bisogna segnalare che ‘eccesso di prigione preventiva attenta al suo diritto di accedere ad un trattamento in accordo con la sua situazione di incapacità intellettuale.

Il compagno prigioniero politico della rivolta Luis Cordalàn si trova in prigione preventiva nel carcere di Limache e senza accesso alle visite dal 2 marzo 2020. Rischia 2 anni di prigione con l’accusa di aver partecipato all’incendio del municipio di Quilpuè. Bisogna segnalare che tra le parti civili appare il municipio di Quilpuè e quello di Valparaìso. Ricordiamo che il compagno ha problemi di udito il che rende ancora più difficile la sua vita in carcere. Il suo processo è iniziato dopo 1 anno di prigione preventiva e gli sono state negate le misure cautelari obbligandolo alla prigionia.

Luis Castillo, prigioniero politico della rivolta inizia lo sciopero della fame il 29 marzo i appoggio allo sciopero che portano avanti i prigionieri e le prigioniere anarchiche e sovversive dal 22 di marzo. Luis assume le loro richieste e aggiunge quella per la sua libertà. Rischia 25 anni di prigione per associazione illecita, danni, e legge di sicurezza interna dello stato. Da marzo del 2020 è in detenzione preventiva nel carcere di Huachalalume

Il 6 aprile, il settimo tribunale di Garanzia di Santiago ha sanzionato con 20 giorni senza visite il compagno Mauricio Hernandez Norambuena per ipotetiche minacce a guardie incaricate della sua custodia. Sottolineiamo come si riconferma l’atteggiamento di persecuzione e oppressione che Gendarmeria esercita costantemente verso questo compagno.

– Il 19 febbraio è iniziato il processo del caso nominato Hotel Principato nel quale tre compagni rischiano pene che vanno da 25 a 29 anni di carcere. Il processo si svolge nel terzo tribunale penale orale di Santiago. Il 9 aprile, dopo nove settimane, il processo è stato dichiarato concluso. Il 13 e 14 di aprile ci saranno le arringhe di accusa e difesa dopo le quali il tribunale dovrà far uscire il verdetto.

– Carcere di Alta sicurezza, dopo l’intervista rilasciata da Mauricio Hernandez a un programma della televisione pubblica, gli interni dell’unità sociale di massima sicurezza del carcere di massima sicurezza saranno puniti ocn la privazione sociale che consiste nell’annullamento delle visite e delle video chiamate quindi solo chiamate telefoniche.

Secondo una denuncia pubblica realizzata da un considerevole numero di organizzazioni sociali, questo corrisponde alla intenzione di controllare tutta la popolazione detenuta denominata dall’istituzione come ‘riconnessone pubblica’ alla quale è stato risposto all’inchiesta di gendarmeria lo scorso 4 aprile con uno sciopero del carrello, che sta a significare : rifiutare gli alimenti che provengo dall’istituzione. Questa situazione, oltre alla precarietà delle condizioni in cui stanno compiendo le condanne e l’ isolamento prolungato a cui sono costretti, chiusi tra le 22 e le 23 ore in cella senza movimento, evidenzia, secondo la denuncia di queste organizzazioni sociali e diversi avvocati, l’atrocità dell’esecuzione di una legge di esecuzione penitenziaria in cui sono sconosciuti i diritti fondamentali delle persone private della libertà.

Il 22 aprile, 38 interni del unità speciale di massima sicurezza avranno una udienza per questo stesso tema.

– Gastòn Quezada si trova in prigione nel carcere di Villarica dal passato 8 febbraio, accusato dell’incendio del municipio di Villarica nel contesto degli scontri che si tennero dopo l’uccisione da parte dei Carabineros del giovane giocoliere Francisco Martinez. A Gaston, giovane mapuche, è stata recentemente negata la possibilità di accedere a cure mediche proprie della sua cultura e cosmo visione. Questo significa la violazione della convenzione 169 del Oit, trattato internazionale che è stato ratificato dallo Stato Cileno da ormai da 13 anni.

Dario Chacò è accusato dell’incendio della chiesa di San Francisco de Betancurt ne contesto della rivolta popolare. Il giovane è già in prigione preventiva da 1 anno 3 mesi. Lunedì 5 aprile la corte d’appello di Puerto Montt ha confermato l’esclusione di alcune prove che erano state presentate dal pubblico ministero nel processo, che ci dà l’idea delle illegalità e irregolarità in cui è incorsa la procura nel suo impianto accusatorio.

Con un comunicato si da a conoscenza che il 16 marzo il Lonko Ernesto Lincopàn Villagràn appartenente alla comunità Felipe Lincopàn, prigioniero politico mapuche nel carcere di Villarica ha cominciato uno sciopero della fame con il quale vuole denunciare le, irregolarità nel suo processo così e i tratti razzisti che sarebbero il vero motivo del suo arresto. Dopo tre settimane il il Lonko ha deposto lo sciopero.

Il 22 marzo la totalità de modulo 1 del carcere di Valdivia inizia uno sciopero della fame indefinito per denunciare i continui soprusi e perquisizioni che Gendarmeria esegue sistematicamente e denunciando torture che son state inflitte a prigionieri e prigioniere. Il 9 aprile la totalità del modulo ha deciso di interrompere lo sciopero della fame .

-Freedom Astorga, prigioniero politico della rivolta che dal 5 di marzo porta avanti lo sciopero della fame durante il quale si è cucito le labbra come forma estrema per visibilizzare il suo caso. Freedom è da più di un anno in detenzione preventiva nel carcere di Antofagasta, in un processo investigativo pieno di vizi, dove le prove in nessun modo lo collocano nel luogo dei fatti. Il 9 aprirle Freedom ha interrotto lo sciopero. E’ importante segnalare la pressione a cui Freedom è stato sottoposto da Gendarmeria perché deponesse lo sciopero.

-Sciopero della fame, prigionieri e prigioniere pitiche anarchici sovversivi e della rivolta:

il 22 marzo 9 prigionieri politici del carcere di massima di sicurezza, modula massima sicurezza del carcere di Santiago 1 e san Miguel, iniziano uno sciopero della fame in protesta contro le restrizioni che impediscono di optare per la libertà condizionata. I concreto si esige la deroga dell’articolo 9 e il reintegro dell’articolo 1 del decreto legge 321, così come anche la libertà immediata del compagno Marcelo Villaroel .

I tre prigionieri della rivolta che avevano iniziato il processo hanno dovuto interromperlo recentemente per motivi di salute.

I compagni che continuano lo sciopero sono :

Marcelo Villaroel, Monia Caballero, Francisco Solar, Juaquin Garcia, Pablo Bahamondez. Juan Aliste si somma alla mobilitazione ma non partecipa allo sciopero per motivi di salute.

Per ciò che riguarda il tema medico tutti compagni e compagne sono testati quotidianamente con il controllo delle funzioni di base . Importante è denunciare che alla maggioranza di loro viene prelevato il sangue due volte alla settimana e Monica viene trasferta ad un ospedale penale due volte a settimana, che risulta essere un evidente accanimento dei carcerieri e carceriere verso i compagni e compagne che hanno perso considerevolmente peso e presentano dolori di stomaco vertigini crampi e nausea, e ci si rende conto che gli effetti dello sciopero si stanno già manifestando sui corpi dei e delle scioperanti che sono in mobilitazione ormai da 25 giorni.

– Manuel Montenegro, prigioniero politico del carcere di Valdivia, è in sciopero della fame da più di 80 giorni e per denunciare le irregolarità nel suo processo così come in quello di suo figlio attualmente detenuto nel SENAME. Tutto questo come dimostrazione della persecuzione di cui sono vittime i lottatori e le lottatrici sociali in Cile.

Che la solidarietà sia più di una pratica, abbasso i muri delle prigioni.

Coordinadora 18 de Octubre.

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