ERCILLA: FAMIGLIA DENUNCIA PRESSIONI DA PARTE DALL’ACCUSA E DELLA PDI PER DICHIARARE IN UN CASO DI MEGA PERQUISIZIONE

“Responsabilizzo totalmente lo stato del Cile e il suo servizio di sicurezza (PDI, Carabinieri, Accusa) di tutto ciò che possa accadere contro la mia persona e la mia signora madre.”

Recentemente il mezzo interferencia.cl ha reso noto un reportage dove dà i risultati di perizie balistiche e autopsie che differiscono dalla versione istituzionale riguardo all’assassinio del agente Luis Morales Balcazar nella mega perquisizione realizzata dalla PDI (polizia di investigazione) in diverse comunità mapuche di Ercilla. Sembrerebbe che la pallottola provenisse da una corta distanza e non dal “fuoco nemico”. Tutto questo davanti all’ermetismo all’interno della istituzione e le denunce di colleghi che accusano negligenze di ogni tipo.

A marzo, la famiglia del poliziotto ha fatto una denuncia contro chi risulti responsabile dall’assassinio di Luis Morales Balcazar. Ricordiamo che a gennaio la madre e il fratello del defunto sono andati a partecipare a un trawun nella comunità di Temucuicui, riaffermando quello che si sa sulle responsabilità in questo caso. Un gigantesco operativo, senza grandi risultati e con conseguenze nefaste.

Adesso si aggiunge la denuncia di una famiglia del Lof Huañaco Millao di Ercilla, che accusano pressioni da parte della PDI perché una papay  (anziana) di 80 anni e sua figlia dichiarino in questo caso. Chiamate telefoniche strane e notifiche senza comunicazioni previe.

In seguito, la dichiarazione pubblica e la denuncia con data 15 di aprile del presente anno:


Denuncia pubblica
Aprile 2021


Il mio nome è Marcela Isla Acuña, domiciliata nella comunità Huañaco Millao ed altro settore Chacaico e dichiaro in seguito:


1. Riferito alla MEGA PERQUISIZIONE che si è realizzata il giorno 7 gennaio 2021 nelle seguenti comunità: Pancho Curamil, Chacaico, Temucuicui e altre ancora; che è finita con la morte di un funzionario della Polizia di investigazione.


2. Per questo motivo sono iniziate perquisizioni arbitrarie e persecuzioni a me e a mia madre di 80 anni che soffre di problemi di salute cardiologici. Nel frattempo ho anche ricevuto chiamate di minaccia provenienti da numeri privati, i quali sono sicura che sono della polizia, poiché il 25 febbraio 2021 fa ingresso la PDI accompagnati da personale di carabinieri per obbligare mia madre a dare informazioni riguardo i fatti accaduti il giorno della perquisizione alla comunità.


3. Successivamente il giorno 8 di aprile di 2021 ancora una volta la PDI fa ingresso nel mio domicilio, dandomi un ATTO DI NOTIFICA dove mi vedo coinvolta come testimone della accusa. Sono stata chiamata così senza il mio consenso, perciò, io mi RIFIUTO di dichiarare e non sarò partecipe a questi fatti.


4. Infine, lasciar chiaro che non mi lascerò intimidire dall’accusa e dalla PDI, dato che non c’entro niente in questi fatti e RESPONSABILIZZO TOTALMENTE LO STATO DEL CILE E IL SUO SERVIZIO DI SICUREZZA (PDI, carabinieri, ACCUSA) di ciò che possa accadere verso la mia persona o la mia madre.

Grazie

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