Nazione Mapuche: Il ministro degli Interni del Cile, Chadwick, informa sulla decisione di reprimere e criminalizzare la mobilitazione mapuche

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Durante la giornata del 2 gennaio, attraverso una conferenza stampa il ministro degli Interni Andrés Chadwick ha fatto conoscere una serie di temi che secondo lui sono relazionati a materie di sicurezza pubblica. Nonostante ciò il punto principale per cui aveva convocato la conferenza stampa era di far conoscere una serie di misure repressive e azioni giudiziarie di criminalizzazione contro le ultime mobilitazioni mapuche e di recupero territoriale.

Dal giorno 31 dicembre il GOPE ha cominciato ad effettuare sgomberi, reprimendo violentemente quel giorno la comunità autonoma Huañaco Millao insediata, dai giorni 27 e 28 di mobilitazione mapuche, nella proprietà usurpata dalla famiglia Herdenes.

Quello stesso pomeriggio si diffondeva la notizia del ritrovamento del Lonko Juan de Dios Mendoza Lebu del Löf Requem Pillan, zio di Jaime Mendoza Collío, assassinato dal GOPE nel 2009 e padre di Víctor Mendoza Collío, assassinato all’interno di casa sua in strane circostanze nel 2014.

Quello stesso giorno Chadwick ha rivelato che gli sgomberi si inquadrano in una serie di azioni per recuperare attraverso la via giudiziaria le proprietà, 18 denuncie contro tutti coloro che risultano responsabili delle mobilitazioni convocate dal quarto trawün, altri 208 agenti della PDI e dei carabinieri nella zona, e 15 persone arrestate nell’ambito degli sgomberi.

Andrés Chadwick ha sollecitato il permesso a José Vilugrón, sindaco di Ercilla, per procedere allo sgombero di questo edificio. In questi momenti prima della chiusura si aspetta una riunione tra le comunità, coinvolte nell’occupazione del municipio, con José Vilugrón al fine di evitare l’uso della repressione.

Il titolare del portafoglio della sicurezza evidenziava che sarà invocata la legge sulla sicurezza interna dello stato contro le persone che hanno partecipato a rivendicazioni e recuperi di proprietà private, che secondo quanto spiega l’INDH “ci dovrebbe essere un’azione giudiziaria dove i privati garantiscono il possesso della proprietà, dopo ciò opererebbe l’ordine di un tribunale, prima non si deve sgomberare, arrestare né molto meno reprimere con proiettili di gomma sparati sul corpo. Questo riguardo alle azioni di recupero territoriale. Nemmeno si dovrebbe procedere a criminalizzare i dirigenti delle comunità o le differenti azioni di protesta sociale mapuche”.

Riguardo al caso del Lonko Juan de Dios Mendoza, ha fatto riferimento unicamente a quanto anticipato dai tribunali di Angol. Questo dopo che questo pomeriggio si è conosciuto l’arresto di due uomini del comune di Ercilla che sarebbero implicati nell’assassinio dell’autorità mapuche.

Questo giovedì 3 gennaio, alle ore 9.30, nella Caserma della PDI di Angol, è stata convocata una conferenza stampa per far conoscere altri dettagli sul caso del Lonko Juan de Dios Mendoza Lebu

3 gennaio 2019

Resumen Latinoamericano / Radio Kurruf

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