COMUNICATO PUBBLICO PU LOF IN RESISTENZA DEL DISTRETTO DI CUSHAMEN

Dal 13 marzo 2015, data in cui si iniziò il processo di recupero del territorio contro la multinazionale italiana Benetton, facciamo un appello alle autorità nazionali per il dialogo perché sappiamo che la situazione attuale del nostro popolo nazione Mapuche è dovuta ad un conflitto storico politico di espropriazione e sottomissione, per cui la soluzione deve avvenire attraverso mezzi politici che garantiscono un dialogo politico serio.

Ma la comunità ha solo ricevuto violente irruzioni e illegali tentativi di sgombero da parte del governo, il tutto sotto una forte iniziativa razzista andando contro tutti i diritti nazionali e internazionali che sono in vigore in questo paese.

Questi atti brutali di repressione che abbiamo sofferto le famiglie della comunità sono stati avvalorati e messi a tacere dai mass media sia regionali che nazionali con una grande campagna mediatica e con dichiarazioni sulla base di informazioni false, di coloro che si sono decisi permanentemente a diffamare i membri del popolo mapuche e stigmatizzare la nostra lotta degna travisando qualsiasi informazione al fine di introdurre una falsa idea nella mente di coloro che abitano la regione, cercando di instaurare la paura assegnando falsi fatti violenti al LOF.

Danneggiando la nostra auto-determinazione, il normale sviluppo delle pratiche sociali, culturali, religiose e spirituali della nostra gente.

Come risultato, ad oggi abbiamo 24 persone processate per diversi casi, sotto forti montaggi politico giudiziari, a dimostrazione del tentativo di criminalizzare le proteste sociali.

Insieme a diverse organizzazioni nazionali ed internazionali dei diritti umani vediamo questa come una sala prove per poi presto attaccare il resto delle proteste sociali che si stanno verificando in diverse parti del paese, cercando di creare falsi nemici interni per distogliere l’attenzione da parte della società, manipolando psicologicamente le masse per veicolare problemi reali per motivazioni emotive scadenti ed eludere le varie crisi che ci soffocano (ambientale, economica, alimentare, territoriale, ecc).

Esigiamo rispetto come popolo preesistente e quindi l’adempimento dei vari accordi e trattati internazionali che sono in vigore da più di un decennio.

Chiediamo che ci venga garantita la cessazione delle tante forme di vessazione.

Noi continueremo a difendere il territorio che è vitale per il nostro benessere spirituale.

Kom ta pu Mapuche quintungeymun taiñ ReMapuche kimun
Kiñe nor zungu nieiñ, AzMapu nor taiñ rupu ka kom taiñ Mapuche ngen
Alkutungeiñ pu kuifikecheiem ñi mutrum

FUORI BENETTON DAL TERRITORIO ANCESTRALE MAPUCHE

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